domenica 15 gennaio 2012
FRAMMENTI DI VIAGGIO
Lima. Chaclacayo. El Quadro. Il grigio dorato del cerro oggi offre un profilo netto contro l’azzurro pieno del cielo. La caligine che di solito pregna l’aria si è dispersa, complice il vento. Una nebbia spessa di smog e polvere delle pietre triturate, rende l’aria lattiginosa e impedisce la vista, di solito. In fondo ai piedi della collina c’è una strada e oltre il fiume. Alle casette di legno c’è la bandiera rossa e bianca del Perù. Ieri era la festa dell’Indipendenza. A destra dell’abitato il cerro è tagliato a metà da una strada che lo fiancheggia e gli crea un lungo davanzale. In alto il contenimento è andato avanti innalzando muri di massi irregolari per rinsaldare la collina, pronta ad accogliere nuovi insediamenti. E’ tutto pieno di rondini, sfrecciano e volteggiano leggere nell’aria. Snelle ed eleganti. Allegre. Ecco cosa c’è di bello qui rispetto agli altri quartieri! L’ordine, la pulizia, il verde e le casette di pietra e legno finite. Non mattoni o blocchi a vista con il ferro in cima ad aspettare la costruzione di un futuro piano. Qui tutto è concluso e terminato, ha una sua forma, anche l’accatastarsi delle tante cianfrusaglie è più accettabile. La vita ha un ordine ed un contenimento, una prevedibilità rassicurante che domani sarà ancora possibile, che questa non sarà l’ultima ora. Fuori di qui il caos, ma per chi vi torna dopo una giornata di lavoro è l’oasi che promette certezza, è la razionalità trionfante sulla dissennatezza dell’agire violento, che azzera i vincoli comunitari e mina le fondamenta della società. Qui il ceto medio è strangolato, stretto tra la classe politica dirigente e i disperati che quotidianamente cercano a stento come sbarcare il lunario. Consumatori dei grandi supermercati, anestetizzati da giocattoli elettronici e cibi confezionati, rincorrono gli acquisti dimentichi del resto. Lo schermo rassicura che si ha un posto, un ottimo posto nel mondo, sempre più simili a quelli che contano. Sempre più bianchi, sempre più gringos. Con pubblicità melliflue e pudibonde, illudono sulla realtà più di quanto non raccontino la vita che c’è nelle strade. Finché una rapina a mano armata ricorda dove vivono e le migliaia che sono fuori e li rincorrono a giro, sempre sul punto di uscire dall’ingranaggio per una tangente senza ritorno.
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